Membri

Pagina 5

Federico Bonati nasce a Suzzara, in provincia di Mantova, nell’ottobre del 1988. Si laurea in Scienze Politiche all’Università di Bologna. L’idea era quella di lavorare nel mondo della politica ma, poi, una parola gli fa cambiare decisamente rotta: “Comunicare”. Federico inizia così a collaborare in ambito giornalistico pochi mesi dopo la laurea e dal 2017 […]

La mia passione nasce quando, sin dall'infanzia, ascoltavo seduto su una cassa di legno i primi gruppi beat, che facevano le prove nelle cantine o nei garage della provincia di Mantova o di Reggio Emilia, questo perché mio padre li accompagnava in giro a suonare nelle balere, non in veste di produttore, ma semplicemente perché per il suo lavoro era proprietario di una station wagon (allora si diceva familiare), dove era possibile caricare la scarna strumentazione dell'epoca. Poi col tempo la passione si è trasformata in fissazione tanto da trasformarsi nel mio lavoro. Nel 1986 nell'angusto locale di via Torre 4 a Gonzaga, nasce E street records dove rimango per 5 anni prima di trasferirmi nei più spaziosi locali di via Principe Santo, 5. Negli anni '80 collaboro all'organizzazione degli spettacoli musicali della festa più famosa di Suzzara, curo l'allestimento di una mostra sulle copertine più significative della storia del rock a Cadelbosco di Sotto (RE), assieme a un gruppo di appassionati pubblichiamo la fanzine “She's the one”; da fine anni '80 in poi partecipo come espositore a parecchie mostre del disco in tutta Italia: Bologna, Torino, Genova, Firenze, Modena, Verona, ecc. Ho collaborato in passato con RadioBase e con la biblioteca di Pegognaga per un corso sulla musica rock in 8 incontri; ne ho tenuto uno anche per la biblioteca di Gazzuolo.

“Tieni figliolo questa l’ho trovata a terra in mezzo alla ghiaia”. Comincia così il mio viaggio attraverso la musica. Sono Giovanni chiamato anche Jo’, Jovy, Baci, Brasilia (per via del cognome Carnevali). La cosa trovata da mio papà era la musicassetta color caco di Acqualung dei Jethro Tull. Dopo un nanosecondo ero sulla Fiat 128 bianca del vecchio ad ascoltarla sul Autovox RA 183 A: ne rimasi fulminato. Dopo qualche anno conobbi chi la ebbe smarrita durante una sessione “psichedelica” nella cava dove lavorava mio padre. Poi, è stato un lungo susseguirsi di eventi favorevoli a far si che il bagaglio musicale si formasse: dagli acquisti dal sacrestano della chiesa di materiale piratato, al primo impianto stereo pagato col sudore della fronte nei campi di pomodori (per quello mi piace molto il blues). Poi la grande stagione dei concerti in Emilia e sul Bresciano. Sì, perché a Mantova non si batteva chiodo. Primo tra tutti a Parma, Ginger Baker & Friends, dove a metà concerto il batterista rosso dei Cream collassò sulla doppia grancassa della sua Ludwig (fu portato nel backstage e ne uscì dopo 5 minuti ricominciando a pestare come un forsennato. Sicuramente non bevve una Coca Buton). Nel frattempo, dopo il diploma di chimico industriale (infatti io da piccolo smontavo qualsiasi device elettronico, che allora non si chiamavano così), iniziai a lavorare in un’azienda metallurgica e poi nelle telecomunicazioni. Come dire: “avere obbiettivi chiari di quello che si vuol fare”. Insomma una vita scandita da lavoro, amicizie normali (ma anche no), nel segno della musica vissuta, ascoltata e purtroppo non prodotta. Infatti, un mio grande cruccio nonché un grandissimo sogno mai realizzato, è stato proprio il desiderio di poter imbracciare una chitarra elettrica con cui poter emulare i miei idoli di ragazzino. Arriviamo così ai giorni nostri, quando, per mezzo di una vera amica ,mi è stata offerta la possibilità di partecipare al progetto Mikroradio

Luca Verbeni è nato a Suzzara (MN) il 29 novembre 1962, inizia a fare radio nel 1979 in una piccola emittente locale “Radio Zero” di Suzzara tra le prime radio libere nate in provincia di Mantova. Dopo il microfono, inizia anche l’avventura con il mixer e la musica dance nelle discoteche più in voga nel decennio 80/90. Dalla fine degli anni 80 al 1993 trasmette nelle principali emittenti nelle provincie di Mantova, Reggio Emilia, Modena, Cremona, Piacenza, Brescia e nelle principali discoteche in diverse provincie. Dal 1994 è una delle voci di punta dell’emittente Radio Pico. Oltre alla veste di Dj alla fine degli anni ’90 intraprende la strada dello spettacolo. Nasce Media Spettacoli una coop che promuove spettacoli, eventi. Alterna la figura di Dj radiofonico – Dj in discoteca - Presentatore con quella di management. Nel 2010 passa al gruppo Multiradio, inizia la sua collaborazione con Radio Bruno e Radio Stella. A questi emittenti si aggiunge nel 2020 anche RC 29. Nel curriculum: nel 2006 ha condotto alcune trasmissioni su Radio Rai dagli studi di Roma a Saxa Rubra. Ha scritto 4 libri legati, il più personale legato al suo mondo “Dj – Un lupo solitario nel cuore dei giovani”, dove racconta la storia della figura del Dj in Italia con la collaborazione di Renzo Arbore.

'Leggi che ti passa' è il nome e il motto del gruppo di lettura del Centro Culturale di Pegognaga, dove si legge liberamente e ci si incontra per raccontarsi, per parlare di libri ma anche di eventi, musica, cinema. Perché quello che accomuna questi lettori è la passione per le storie e il desiderio di condividerla con gli altri.

A volte musicista, a volte dj ,a volte organizzatore di concerti. Di certo mi ritengo un curioso della buona musica a 360°. Da sempre in giro per club e centro sociali che siano a Modena oppure Berlino. Fortunato per aver suonato e conosciuto gente in tutta Italia ed aver avuto sempre l'idea di portare belle cose intorno a me.

Mi chiamo Lorenzo Marciello in arte dj LO' il mio genere è Dance; mi piace tutta la musica inclusa quella classica; ho 19 anni ed ho suonato per Arci Marasma 51 codisotto e per il centro sociale di Casoni con cui tuttora collaboro, ho mixato in feste private, compleanni e capodanni. Il programma di mikroradio a cui ho il piacere di partecipare è condotto da Cristian Avigni mi vedrà coinvolto nel ruolo di aiuto regia. 

Inizio l’esperienza radiofonica agli inizi anni ’80 come Roberto Franzaresi su studio 3, canale 7 e studio 98 fino a metà anni ’90. Lo pseudonimo Franza DJ lo usavo per le discoteche ed eventi musicali fino ai giorni nostri. Suono anche il basso; suono è una parola grossa, strimpello, diciamo..

Nel mondo della musica ognuno ha una storia da raccontare il nostro Achille Zatelli Alias ZACHI Dj ne ha parecchie ribattezzato per la seconda volta dalla sorella Lara che ne scelse in primis il nome di battesimo Achille o Laura se fosse stato femmina e nel settembre del 1993 scelse di aggiungere la “Z” al nome abbreviato “Achi”. Attratto dalla musica da sempre ma diviso fra la musica Elettronica/Tecno e la musica commerciale, ha cominciato a lavorare nella zona delle fumane, ovvero la bassa reggiana non ancora maggiorenne. All’epoca Reggio Emilia era la Riccione d’inverno si contavano tantissimi locali, Zachi più o meno ha fatto ballare persone di tutte le età nelle discoteche della provincia come il Domino, Marabù, Exodus, Matt Black, Due stelle, Crazy Bull, Classic Club ecc… Durante l’estate lavorava come Dj animatore in un villaggio turistico del Ravennate da cui sono nate serate in alcuni locali come Open space, Banana, Bambola. Le stagioni forti sono cominciate raggiunta la maturità e la patente in cui si è consacrato come Dj commerciale facendo quello che Zachi definisce la “Macarena” ovvero far divertire la gente, saltare e ballare. Da lì sono iniziate stagioni intere nelle sale commerciali dei locali come il Cremlin di Parma e il Dna di Carpi. Poco prima del millenium bug Zachi comincia a lavorare in radio XXI Secolo in primis come regia in Radioattiva con Mauro Chianese e poi come DJ. Si unisce a un gruppo di organizzatori di eventi GLOBE con i quali spazia dal solo fare DJ a organizzare serate, feste ed eventi. All’ attivo conta diversi pezzi elettronici mai pubblicati e 1 solo disco afro Amareck edito da Kashba Record.

Il 45 giri di “Tutta mia la città” della Equipe 84 continuamente inserito in un mangiadischi (quelli tipo valigetta/borsello dei primi anni 70 per intenderci) all’infinito per ore. All’età di 3 anni ero completamente rapito dalla melodia che usciva da quello scatolotto bianco, dallo sputo del piccolo vinile a fine canzone e dal successivo “clack” […]

[non ci sono stazioni radio in archivio]