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Paolo è giornalista musicale, autore radiofonico e di libri. Ascolta musica con attenzione dal 1973 e ne scrive dal 1993.
Federico Bonati nasce a Suzzara, in provincia di Mantova, nell’ottobre del 1988. Si laurea in Scienze Politiche all’Università di Bologna. L’idea era quella di lavorare nel mondo della politica ma, poi, una parola gli fa cambiare decisamente rotta: “Comunicare”. Federico inizia così a collaborare in ambito giornalistico pochi mesi dopo la laurea e dal 2017 […]
“Tieni figliolo questa l’ho trovata a terra in mezzo alla ghiaia”. Comincia così il mio viaggio attraverso la musica. Sono Giovanni chiamato anche Jo’, Jovy, Baci, Brasilia (per via del cognome Carnevali). La cosa trovata da mio papà era la musicassetta color caco di Acqualung dei Jethro Tull. Dopo un nanosecondo ero sulla Fiat 128 bianca del vecchio ad ascoltarla sul Autovox RA 183 A: ne rimasi fulminato. Dopo qualche anno conobbi chi la ebbe smarrita durante una sessione “psichedelica” nella cava dove lavorava mio padre. Poi, è stato un lungo susseguirsi di eventi favorevoli a far si che il bagaglio musicale si formasse: dagli acquisti dal sacrestano della chiesa di materiale piratato, al primo impianto stereo pagato col sudore della fronte nei campi di pomodori (per quello mi piace molto il blues). Poi la grande stagione dei concerti in Emilia e sul Bresciano. Sì, perché a Mantova non si batteva chiodo. Primo tra tutti a Parma, Ginger Baker & Friends, dove a metà concerto il batterista rosso dei Cream collassò sulla doppia grancassa della sua Ludwig (fu portato nel backstage e ne uscì dopo 5 minuti ricominciando a pestare come un forsennato. Sicuramente non bevve una Coca Buton). Nel frattempo, dopo il diploma di chimico industriale (infatti io da piccolo smontavo qualsiasi device elettronico, che allora non si chiamavano così), iniziai a lavorare in un’azienda metallurgica e poi nelle telecomunicazioni. Come dire: “avere obbiettivi chiari di quello che si vuol fare”. Insomma una vita scandita da lavoro, amicizie normali (ma anche no), nel segno della musica vissuta, ascoltata e purtroppo non prodotta. Infatti, un mio grande cruccio nonché un grandissimo sogno mai realizzato, è stato proprio il desiderio di poter imbracciare una chitarra elettrica con cui poter emulare i miei idoli di ragazzino. Arriviamo così ai giorni nostri, quando, per mezzo di una vera amica ,mi è stata offerta la possibilità di partecipare al progetto Mikroradio
Massimo Ghiacci nasce a Reggio Emilia nell’estate del 1967, poi nelle successive stagioni cresce, studia, gioca. Indeciso se diventare un astronauta, un campione dello sport o una rockstar, propende per quest’ultima. Tuttora è impegnato nel progetto, sebbene nel frattempo abbia cominciato a suonare nei Modena City Ramblers e fare il dj a KRock Radiostation per oltre vent’anni.
Luca Verbeni è nato a Suzzara (MN) il 29 novembre 1962, inizia a fare radio nel 1979 in una piccola emittente locale “Radio Zero” di Suzzara tra le prime radio libere nate in provincia di Mantova. Dopo il microfono, inizia anche l’avventura con il mixer e la musica dance nelle discoteche più in voga nel decennio 80/90. Dalla fine degli anni 80 al 1993 trasmette nelle principali emittenti nelle provincie di Mantova, Reggio Emilia, Modena, Cremona, Piacenza, Brescia e nelle principali discoteche in diverse provincie. Dal 1994 è una delle voci di punta dell’emittente Radio Pico. Oltre alla veste di Dj alla fine degli anni ’90 intraprende la strada dello spettacolo. Nasce Media Spettacoli una coop che promuove spettacoli, eventi. Alterna la figura di Dj radiofonico – Dj in discoteca - Presentatore con quella di management. Nel 2010 passa al gruppo Multiradio, inizia la sua collaborazione con Radio Bruno e Radio Stella. A questi emittenti si aggiunge nel 2020 anche RC 29. Nel curriculum: nel 2006 ha condotto alcune trasmissioni su Radio Rai dagli studi di Roma a Saxa Rubra. Ha scritto 4 libri legati, il più personale legato al suo mondo “Dj – Un lupo solitario nel cuore dei giovani”, dove racconta la storia della figura del Dj in Italia con la collaborazione di Renzo Arbore.
'Leggi che ti passa' è il nome e il motto del gruppo di lettura del Centro Culturale di Pegognaga, dove si legge liberamente e ci si incontra per raccontarsi, per parlare di libri ma anche di eventi, musica, cinema. Perché quello che accomuna questi lettori è la passione per le storie e il desiderio di condividerla con gli altri.
Mi chiamo Lorenzo Marciello in arte dj LO' il mio genere è Dance; mi piace tutta la musica inclusa quella classica; ho 19 anni ed ho suonato per Arci Marasma 51 codisotto e per il centro sociale di Casoni con cui tuttora collaboro, ho mixato in feste private, compleanni e capodanni. Il programma di mikroradio a cui ho il piacere di partecipare è condotto da Cristian Avigni mi vedrà coinvolto nel ruolo di aiuto regia.
Inizio l’esperienza radiofonica agli inizi anni ’80 come Roberto Franzaresi su studio 3, canale 7 e studio 98 fino a metà anni ’90. Lo pseudonimo Franza DJ lo usavo per le discoteche ed eventi musicali fino ai giorni nostri. Suono anche il basso; suono è una parola grossa, strimpello, diciamo..
Il 45 giri di “Tutta mia la città” della Equipe 84 continuamente inserito in un mangiadischi (quelli tipo valigetta/borsello dei primi anni 70 per intenderci) all’infinito per ore. All’età di 3 anni ero completamente rapito dalla melodia che usciva da quello scatolotto bianco, dallo sputo del piccolo vinile a fine canzone e dal successivo “clack” […]